Alcuni punti lungo i meridiani oppongono una minor resistenza elettrica e sono più ricettivi alle terapie. Li si può stimolare, per esempio, con la digitopressione, con il calore, con l'applicazione di aghi ecc.
Malattie, dolori fisici e intemperanze emotive possono nascere da uno squilibrio nel sistema dei meridiani. Di solito, se un meridiano risente di un eccesso o di una carenza di energia, gli effetti si ripercuotono su tutti gli altri.
Kinesiologia applicata e terapia dei meridiani
Sin dall'inizio nel 1895, la chiropratica ha agito indirettamente sul livello di energia dei meridiani attraverso la manipolazione della colonna vertebrale, ma solo tra gli anni Sessanta e Settanta la kinesiologia applicata ha sviluppato tecniche più sofisticate per sfruttare il rapporto, appena scoperto, tra i meridiani e i muscoli.
Per esempio, il Dr. George Goodheart si accorse che il meridiano dello stomaco era legato ai muscoli pettorali, quello dell'intestino tenue agli addominali ecc.
Scoprire le strette correlazioni esistenti tra tutte le parti del corpo ha permesso alla kinesiologia applicata di intervenire con maggiore efficacia nella diagnosi e nella cura dei disturbi. I dottori hanno potuto comprendere meglio la fisiologia del paziente e di conseguenza hanno sviluppato trattamenti terapeutici che tengono conto della complessità dell'organismo. Attualmente la kinesiologia applicata attribuisce sempre maggiore importanza all'equilibrio dei meridiani. Sono state elaborate numerose tecniche che sostituiscono agli aghi (utilizzati dagli agopuntori) le dita, che esercitano una pressione continua oppure picchiettano su un punto specifico. I trattamenti non richiedono l'uso di medicine o il ricorso alla chirurgia e sono duraturo ed efficaci contro i dolori.
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